Miglio Marino Open
- 12 set 2026
- Data ultima edizione
- Distanze: 450m e 1.8km
In breve
- Data ultima edizione
- 12 settembre 2026
- Distanze
- 450 m · 1,8 km
- Dove
- Mare · Taranto, Puglia, Italia
- Quota iscrizione
- 30 €
- Iscrizione
- icron.it
La gara
Sono davvero pochi i percorsi di nuoto in acque libere che guidano i nuotatori direttamente sotto i fianchi in pietra di una fortezza del XV secolo e sotto un ponte girevole della Marina. Il Miglio Marino Open è una competizione di nuoto in acque libere che si svolge a Taranto, lungo la costa soleggiata della Puglia, nel sud Italia. Organizzata da Mediterraneo Open Water, la gara si tiene a fine estate, attirando i nuotatori nel cuore storico della città. Per chi desidera prolungare il soggiorno e partecipare a eventi consecutivi, il Grand Prix Nazionale FIN — Taranto (Finale) si svolge nelle stesse acque appena sette giorni dopo, rendendo facile abbinare entrambe le gare in un unico viaggio. L'evento si snoda all'interno del Canale Navigabile, un corso d'acqua strategico lungo 375 metri, largo 73 metri e profondo 12 metri, che passa proprio sotto il Ponte Girevole e accanto ai colossali bastioni del Castello Aragonese.
Con una distanza di 1.800 metri, il percorso è un omaggio al classico miglio nautico: il miglio marino italiano, calcolato tradizionalmente come la lunghezza di un primo sessadecimale, pari a 1.852 metri. La navigazione lungo il canale è estremamente semplice, grazie a un fitto corridoio di boe di orientamento posizionato dagli organizzatori, che elimina ogni incertezza sulla direzione e permette agli atleti di trovare il proprio ritmo. La logistica dell'evento e i ritrovi post-gara sono fissati presso il Mon Reve Ecogreen Resort, che offre ai nuotatori una base confortevole sul litorale. La gara unisce inoltre sport agonistico e scienza marina: nelle passate edizioni, nuotatori volontari hanno trainato campionatori in miniatura per aiutare i ricercatori del CNR Irbim a raccogliere DNA ambientale direttamente dalle correnti del canale, documentando la vita microscopica invisibile che circola nell'acqua.
Taras e lo Ionio: navi spartane e assedi romani
Oggi, i nuotatori che passeggiano lungo il perimetro di Piazza Castello prima o dopo la gara possono ammirare due colonne doriche consumate dal tempo, i suggestivi resti di un tempio del VI secolo a.C. dedicato a Poseidone che un tempo vegliava sull'insenatura. L'antica colonia greca di Taras possedeva un porto vasto con un perimetro di cento stadi, protetto da un grande ponte e delimitato da un istmo pianeggiante. Poiché la barriera che separava il mare esterno da quello interno era stretta e pianeggiante, i marinai trascinavano abitualmente le loro imbarcazioni a secco da un mare all'altro. Nel 282 a.C., i tarantini intercettarono una flotta romana che tentava di forzare l'ingresso nel bacino, affondando quattro navi da guerra e catturandone un'altra.
Secoli dopo, durante la Battaglia di Taranto, il generale cartaginese Annibale ordinò ai cittadini di trascinare le loro galee da guerra direttamente attraverso le strade della città per raggiungere il mare aperto, isolando completamente la cittadella romana dai rinforzi navali fino all'arrivo delle truppe di soccorso da Metaponto.
Castello Aragonese: il fossato marino diventato canale
Incombente direttamente sul percorso di gara, il Castello Aragonese domina il canale con le sue monumentali mura in pietra. Eretta tra il 1486 e il 1492 sui resti di precedenti difese greche e di una fortezza bizantina del IX secolo, la cittadella fu commissionata per proteggere il porto dalle incursioni turche. Per mettere in sicurezza la roccaforte, nel 1481 gli operai scavarono il terreno davanti ai bastioni, creando un profondo fossato per consentire il passaggio delle imbarcazioni e separando l'antico promontorio dalla terraferma per creare l'isola di Taranto. Ulteriormente rinforzata nel 1496, la fortezza circondata dall'acqua dimostrò il suo valore tattico quando la sua artiglieria respinse un assalto ottomano nel 1594. La fortezza rimase un bastione sorvegliato per secoli, arrivando a ospitare prigionieri generali francesi la cui nave danneggiata cercò rifugio d'emergenza nel porto di Taranto nel 1799.
Il fossato militare subì la sua trasformazione moderna nel 1883, quando gli ingegneri abbatterono l'antica torre di San Angelo per costruire l'iconico ponte girevole, il Ponte Girevole. La struttura è ancora operativa oggi per collegare i quartieri antico e moderno della città: quando le navi militari devono accedere all'Arsenale della Marina Militare nel Mar Piccolo, il ponte si apre, ruotando di 45 gradi sul lato del Borgo Antico e di 90 gradi sul lato del Borgo Nuovo. Nuotare attraverso quel canale dà la sensazione di attraversare il fulcro vivo della storia marittima italiana.
Mar Grande: Isole Cheradi e l'attacco navale del 1940
Oltre l'imboccatura del canale si estende l'ampio porto esterno del Mar Grande, protetto dalle Isole Cheradi. Questo piccolo arcipelago è costituito da San Pietro e San Paolo, due isole basse che fungono da frangiflutti naturali, riparando le profonde rade commerciali. Un terzo isolotto, San Nicolicchio, sorgeva qui prima di essere smantellato per far spazio all'espansione del terminal merci. Con una profondità uniforme di circa dodici metri, le ampie rade del Mar Grande offrivano un riparo ideale per le armate navali. La notte dell'11 novembre 1940, gli aerei della portaerei britannica effettuarono la Battaglia di Taranto, il primo attacco navale della storia lanciato interamente da velivoli.
I bombardieri aerosiluranti a bassa quota sfruttarono le reti parasiluri che si fermavano a circa 60 centimetri dal fondale del porto, facendo scivolare i loro ordigni sotto le difese. Gli attacchi dei siluri danneggiarono gravemente le corazzate Littorio e Conte di Cavour; per evitare che affondassero, gli equipaggi fecero incagliare entrambe le navi nei bassi fondali del porto, lasciando le loro sovrastrutture e le pesanti torrette emergere in modo spettrale sopra il livello dell'acqua. Oggi il porto è tornato da tempo alla pace, ma il fondale conserva ancora gli echi di quella notte drammatica.
Mar Piccolo e Palude La Vela: cetacei, zone umide e cavallucci marini
Oltre al dramma militare, i due bacini marini di Taranto rimangono habitat naturali vibranti. Il bacino del Mar Piccolo ospita una delle più grandi concentrazioni di cavallucci marini dell'intero Mediterraneo, accogliendo sia l'Hippocampus hippocampus che l'Hippocampus guttulatus dal muso lungo. Le praterie di fanerogame e i fondali fangosi della riserva nutrono anche nacchere, spugne incrostanti, granchi facchino e tartarughe marine comuni di passaggio.
Fonti: Taranto · Castello Aragonese (Taranto)
Percorso
Come arrivare
Le sedi sono distribuite tra la città di Taranto, la provincia di Taranto e la circostante regione Puglia.
Miglio Marino Open
Domande frequenti
- Quando si è svolta l'ultima edizione di Miglio Marino Open?
- L'ultima edizione di Miglio Marino Open si è svolta il 12 settembre 2026.
- Quali distanze prevede Miglio Marino Open?
- Miglio Marino Open prevede 450 m e 1,8 km.
- Quanto costa l'iscrizione a Miglio Marino Open?
- La quota d'iscrizione è di 30 €.
- Dove si svolge Miglio Marino Open?
- Miglio Marino Open è una gara in mare. Luogo: Taranto, Puglia, Italia.
- Come iscriversi a Miglio Marino Open?
- La pagina di riferimento per l'iscrizione a Miglio Marino Open è https://www.icron.it/newgo/#/evento/20265104.
Dove dormire
Taranto offre una vasta gamma di soggiorni, dai boutique hotel storici incastonati tra i vicoli tortuosi del centro storico — spesso ricavati da residenze tradizionali — a pratiche opzioni di campeggio situate vicino alle spiagge costiere della provincia circostante. I visitatori possono aspettarsi di trovare camere doppie in strutture boutique centrali con prezzi che variano da 90 € a 150 € a notte, mentre i campeggi costieri e le pensioni più lontane dal centro città offrono solitamente tariffe più accessibili a partire da circa 60 € a notte durante la stagione di fine agosto.
Cosa fare nei dintorni
Il fine settimana offre l'opportunità di esplorare la costa ionica oltre il percorso di gara. I visitatori possono partecipare a escursioni guidate in kayak per osservare i delfini vicino alle Isole Cheradi o prendere parte a sessioni locali di degustazione di cozze, che mettono in risalto gli ecosistemi unici delle sorgenti d'acqua dolce chiamate 'citri'. Per chi è interessato alla storia, il museo archeologico (MArTA) ospita reperti significativi del periodo greco, mentre la costa vicina offre ampi sentieri di trekking che si snodano attraverso le zone umide del fiume Chidro e la macchia mediterranea protetta.
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